Cos’ha il tuo bancone che nessun altro ha?
Aveva un’inclinazione verso il lato sinistro perché una notte siamo finiti a ballare in piedi sul bancone tutti dallo stesso lato…quindi a fine serata pendeva da una parte! Poi l’abbiamo sistemato, ma come noi porta i ricordi di quella incredibile notte!
Che cocktail servite che qui nessuno chiama col nome giusto?
Moscow Muller!! Per ridere noi chiediamo “con yogurt o senza”?
Qual è il “fuori menù” che chiedono solo i clienti di zona?
Un signature cocktail che non abbiamo più in lista, ma è rimasto sempre nel cuore dei nostri clienti: il Cenere, un old fashion con base di mezcal, whisky, liquore di castagne e liquore al tabacco.
Chi è il personaggio più incredibile passato di qui?
Da noi solitamente c’è una clientela adulta che vuole bere bene con un cocktail ricercato. Una volta però stavano girando una stagione di “Mare fuori” e i ragazzi della troupe hanno preso l’abitudine di vanire qui da noi. Una sera hanno portato Matteo Paolillo e così, d’un tratto, il locale è stato inondato da ragazzine! Abbiamo continuato la serata con fatica.
Se il tuo bar fosse una serie TV (o una canzone) quale sarebbe?
Breaking Bad. Perché anche chi è buon può diventare cattivo.
Cosa si beve davvero nella tua città quando nessuno guarda
Qui all’Autentico i cocktails che vanno sempre sono l’Americano e il Gin Tonic.
La regola d’oro che chi lavora qui deve imparare subito?
Ospitalità, cura del cliente, stare bene con i colleghi.
Qual è la frase che una persona che non vive qui non capirebbe?
“Andamo a fa una vasca”, si usa quando una persona è alticcia…e ha bisogno di fare un giro per smaltire la sbornia.
Il drink con cui ti giochi la reputazione?
Il Contado, cocktail che ho fatto alla mia prima competizione (liquore al bergamotto, pera williams, lemon verbena, soda, cetriolo e sedano).
Con quale personaggio famoso, del presente o del passato, berresti un drink e perché?
Quando lavoravo al Savoy Hotel a Londra ho conosciuto diversi VIP che mi hanno invitato a bere con loro, ma non ho potuto perché ero in servizio. Quello con cui avrei voluto fare uno sgarro è Richie Sambora, perché aveva un’aura da vera rockstar e viveva in un mondo tutto suo. Mi sarebbe piaciuto farne parte per un drink!