Cinco de Mayo: un brindisi per il Messico (e la libertà)

30/04/2024

La giornata che negli Usa, per i consumi di cibo e birra, vale quanto il Super Bowl, sta arrivando anche in Italia: all’insegna della cultura messicana e di valori universali come la libertà e l’orgoglio.

 

Il Cinco de Mayo, che si celebra ogni anno il 5 maggio, è una festa nata per commemorare la vittoria dell’esercito messicano su quello francese nella Battaglia di Puebla del 1862. Sebbene sia stata una vittoria di limitata importanza nello scacchiere geopolitico e in Messico non sia neppure annoverata tra le festività nazionali, il suo valore culturale e simbolico è enorme. Oggi viene ampiamente celebrata tra la comunità messicana-americana negli Stati Uniti addirittura più che in patria e negli ultimi anni ha guadagnato popolarità anche in altre parti del mondo.

La storia del Cinco de Mayo

Nel 1861, la Francia, sotto il regime di Napoleone III, invase il Messico con l’obiettivo di rovesciare il governo repubblicano e annettere il Paese tra le colonie. Nella Battaglia di Puebla, il 5 maggio 1862, l’esercito messicano, guidato dal generale Ignacio Zaragoza, oppose una strenua resistenza contro le forze francesi, numericamente superiori e meglio equipaggiate. Nonostante la disparità di forze, i messicani riuscirono a ottenere una vittoria inaspettata, infliggendo pesanti perdite al nemico.

Questa vittoria, seppur non decisiva per la guerra, divenne un simbolo di resistenza messicana contro l’invasione straniera e un’affermazione di orgoglio nazionale. Per la comunità messicana-americana negli Stati Uniti, il Cinco de Mayo ha poi assunto un ulteriore significato, diventando una celebrazione della libertà e della democrazia soprattutto a partire dagli anni Sessanta del Novecento: in questo periodo infatti il ricordo della Battaglia di Puebla è il modo perfetto per rivendicare i diritti e l’orgoglio dei messicano-americani. La ricorrenza diventa l’occasione della comunità per riunirsi e ritrovare le proprie radici: ecco perché è così sentita negli Usa dove si organizzano parate, fuochi d’artificio e feste in casa con mariachi, balli scatenati e costumi tradizionali. 

In tavola a tutto Messico

Il Cinco de Mayo, però, fin dagli anni Settanta è stato associato anche ai bagordi, soprattutto per via delle grandi aziende di birra che in questa giornata spingevano sulla pubblicità e sulle promozioni. In questo contesto è nata la storpiatura “Drinko de Mayo” che, però, non ne rappresenta assolutamente l’anima. Per fortuna oggi è diventata occasione di riscoperta dei migliori prodotti della tradizione messicana, grazie a tacos, burritos e enchiladas accompagnati dall’immancabile guacamole. Vera e propria  icona di questa festa è però un cocktail, il Margarita, che curiosamente unisce la Francia del Cointreau e il Messico della Tequila. Un modo per ricordare a tutti come questa sia una ricorrenza che celebra la fratellanza dei popoli contro la violenza e la guerra. 

Il Cinco de Mayo in Italia

Come già accaduto per altre festività sudamericane, come il Dia de los Muertos, anche nel nostro Paese inizia ad affacciarsi la voglia di festeggiare il Cinco de Mayo. La miscelazione può diventare mezzo per approfondire questa cultura. Al centro del bancone, infatti, c’è anzitutto la tequila in tutti i suoi diversi usi. Questo distillato in Italia ha conosciuto nell’ultimo decennio uno straordinario boom, passando dai 75mila litri del 2012 ai 4,2 milioni di litri arrivati dal Messico nel 2022 (dati del Consejo Regulador del Tequila). I numeri sono tuttora in crescita e anche il 2023 ha visto un incremento del 3% rispetto all’anno precedente: nell’ultimo anno infatti gli italiani hanno bevuto esattamente 4.318.864,45 litri di tequila. Questa, insieme al mezcal, distillato che ne condivide l’origine dall’agave (esclusivamente dalla parte centrale, però), possono diventare i protagonisti di un Cinco de Mayo dov’è veramente protagonista lo spirito del Messico. Spirito, nel suo significato, di essenza, distillato di cultura, sapore e memoria.