Cos’ha il tuo bancone che nessun altro ha?
Stiamo lavorando molto sull’identità delle nostre referenze, soprattutto attraverso la drink list.
All’inizio siamo partiti con “Popolare”, un racconto leggero della città. Ora stiamo evolvendo verso qualcosa di più complesso: una nuova drink list che intreccia analogie tra Campania e altri Paesi, tutte legate al tema dell’occulto e delle superstizioni.
Sono sempre stato affascinato dall’occulto e dalla notte come spazio sacro. Napoli è perfetta per questo: è una città con una doppia identità, sopra e sottoterra.
Da qui nasce uno studio sulle connessioni tra culture: Benevento e le Janare, l’India e gli alberi sotto cui le donne si ritrovano, il Brasile con il culto di San Gennaro, il Maghrib e quel momento sospeso tra giorno e notte — lo stesso che a Napoli viviamo nell’aperitivo.
Ogni drink avrà un nome e una storia legati a questo immaginario. Anche il bancone seguirà il tema, così come il dress code: total black.
Che cocktail servite che qui nessuno chiama col nome giusto?
Qui storpiamo tutto. Per esempio, il Bramble da noi è il Bomber!
Qual è il “fuori menù” che chiedono solo i clienti di zona?
Abbiamo un team molto forte nella vendita: più che aspettare richieste, siamo noi a spingere i clienti a scoprire qualcosa di nuovo.
Uno che funziona molto è il Côte Sud: Réviseur VS, limoncello nazionale, menta fresca, agave e lime. Fresco, diretto, e infatti entrerà anche nella nuova drink list.
Chi è il personaggio più incredibile passato di qui?
Vi dico solo che abbiamo una sala intitolata a Luciano De Crescenzo.
Se il tuo bar fosse una serie TV (o una canzone) quale sarebbe?
Serie TV: Camera Café. Siamo abbastanza pazzi.
Canzone: Soli e disperati nel mare meraviglioso di Tropico. Colpa di Vincenzo, il nostro bartender: è fissato con questo pezzo!
Cosa si beve davvero nella tua città quando nessuno guarda
Sicuramente non il limoncello.
In questo momento c’è un forte trend su gin e mezcal, soprattutto il Mezcal Margarita.
Io spingerei molto di più il cognac, ma capisco che non è per tutti.
La regola d’oro che chi lavora qui deve imparare subito?
Essere parte del team, sempre, a prescindere dal ruolo. E accogliere il cliente in modo naturale.
Poi una cosa è certa: qui siamo tutti solari, operativi e pronti ad aiutare.
Qual è la frase che una persona che non vive qui non capirebbe?
Più che altro sono frasi che diciamo ai clienti per scherzare: “Grazie per averci scelto” oppure “Ca maronna t’accumpagne”.
E quando qualcuno insiste troppo su una richiesta improbabile, chiudo con: “Tranquillo, come il tuo cuore desidera”.
Il drink con cui ti giochi la reputazione?
Il Rob Roy. È il mio preferito e, secondo me, chi lo beve sa bere. Due ingredienti: scotch e vermouth rosso.
Semplice sulla carta, difficilissimo da bilanciare.
È uno di quei cocktail che non perdona: se lo sbagli, si sente subito.
Con quale personaggio famoso, del presente o del passato, berresti un drink e perché?
Del passato René Magritte, perché sono un appassionato di arte.
Del presente Pedro Pascal, lo trovo un personaggio figo. Bere un mezcal con lui penso non sarebbe affatto male!